"A 70 euro conviene venderla o no?" È una domanda che ogni albergatore si fa, soprattutto in bassa stagione, davanti a una richiesta di gruppo o a una convenzione aziendale. Per rispondere servono due numeri che molti hotel non hanno mai calcolato: il costo variabile di una camera occupata e il costo pieno, che include la quota di costi fissi.

In questo articolo vediamo come calcolare il costo di una camera d'hotel in modo semplice e come usarlo per valutare qualsiasi tariffa.

Due tipi di costo

  • Costi variabili: esistono solo se vendi la camera. Pulizia, biancheria e lavanderia, prodotti di cortesia, colazione, energia e acqua aggiuntive, commissioni.
  • Costi fissi: li sostieni comunque, che l'hotel sia pieno o vuoto. Personale fisso, affitto o mutuo, assicurazioni, manutenzione ordinaria, canoni software, utenze di base, marketing.

Passo 1: il costo variabile per camera occupata

Esempio per una doppia con colazione (valori indicativi, usa i tuoi):

Voce Costo
Pulizia (tempo × costo orario) 8 €
Biancheria e lavanderia 6 €
Prodotti di cortesia 1,50 €
Colazione (2 persone) 9 €
Energia e acqua aggiuntive 3 €
Costo variabile 27,50 €

A questo si aggiungono, se presenti, commissioni (OTA, agenzie, carta), che sono una percentuale del prezzo. Su una prenotazione OTA da 100 euro con il 17%, sono altri 17 euro.

Il costo variabile è il pavimento assoluto: sotto questa cifra (al netto di commissioni e IVA), ogni camera venduta ti fa perdere soldi.

Passo 2: il costo pieno

Ora aggiungi la quota di costi fissi. Esempio: un hotel di 30 camere aperto 200 notti l'anno, con 300.000 euro di costi fissi annui.

  • notti-camera disponibili: 30 × 200 = 6.000;
  • con un'occupazione prevista del 70%: 4.200 notti-camera vendute;
  • quota di costi fissi per camera venduta: 300.000 ÷ 4.200 = 71,40 €.

Costo pieno per camera venduta: 27,50 + 71,40 = circa 99 € (prima delle commissioni e al netto dell'IVA).

Questo significa che, in media nell'anno, il prezzo netto deve superare circa 99 euro perché l'hotel generi utile.

Passo 3: usare i due numeri per valutare una tariffa

Prezzo netto (IVA esclusa, dopo commissioni) Cosa significa
Sotto il costo variabile (27,50 €) Perdi soldi a ogni camera venduta: evita
Tra variabile e pieno (27,50-99 €) Contribuisci a coprire i costi fissi: accettabile in bassa domanda, se non rovina il listino
Sopra il costo pieno (99 €) Generi utile

Quindi la camera a 70 euro? Se è netta, in un periodo vuoto, contribuisce a coprire i costi fissi (70 − 27,50 = 42,50 euro di margine di contribuzione). Se è lorda di IVA e passa da una OTA, il netto scende sotto i 52 euro: conviene ancora, ma molto meno.

Il punto di pareggio

Quante camere devi vendere per coprire i costi fissi a un certo prezzo medio?

Notti di pareggio = Costi fissi ÷ (Prezzo medio netto − Costo variabile)

Con un prezzo medio netto di 110 euro: 300.000 ÷ (110 − 27,50) = 3.636 notti-camera, cioè circa il 61% di occupazione sulle 6.000 disponibili. Sopra, guadagni.

Come usare questi calcoli ogni giorno

Domande frequenti

Devo includere l'IVA nel calcolo?

Lavora sui prezzi al netto dell'IVA: l'IVA incassata va versata allo Stato e non è un tuo ricavo.

Il personale è un costo fisso o variabile?

Dipende: il personale fisso è un costo fisso, le ore extra o gli stagionali legati all'occupazione possono essere considerati variabili. Scegli un criterio e usalo sempre.

Ogni quanto aggiornare i costi?

Almeno una volta l'anno, e quando cambiano voci importanti (energia, salari, lavanderia).

Vuoi conoscere i costi reali del tuo hotel?

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