"Spendo 1.000 euro al mese in pubblicità e non so se conviene. Su Booking almeno pago solo quando prenotano." È un ragionamento comune, e in parte corretto: le OTA ti fanno pagare solo a risultato. La pubblicità, invece, la paghi comunque.

Ma "conviene o no?" ha una risposta precisa, se fai il conto giusto. In questo articolo vediamo come confrontare il costo della pubblicità con le commissioni dei portali, con un metodo semplice e un esempio.

Il numero chiave: costo per prenotazione

Per confrontare canali diversi serve un'unità comune: quanto ti costa ottenere una prenotazione (o, meglio ancora, quanto ti costa per ogni 100 euro di fatturato).

Un esempio pratico

Un mese di campagne Google (brand + Hotel Ads) e Meta (remarketing):

Voce Pubblicità OTA (stesse prenotazioni)
Spesa / costo 900 € –
Prenotazioni 24 24
Fatturato lordo 9.600 € 9.600 €
Costo per prenotazione 37,50 € circa 65-80 € (commissione 15-18% + sconti)
Costo su 100 € di fatturato 9,4 € 17-21 €
Commissione equivalente 9,4% 17-21%

In questo esempio la pubblicità costa circa il 9% del fatturato generato, contro il 17-21% delle OTA. Conviene. Se il costo pubblicitario arrivasse al 20-25%, non converrebbe più (salvo altri vantaggi).

Valori indicativi: fai il calcolo con i tuoi numeri reali.

Gli aggiustamenti per un confronto onesto

1. Togli le cancellazioni

Se il 15% delle prenotazioni da campagna viene cancellato, il fatturato reale è più basso. Fai il calcolo sulle prenotazioni effettive.

2. Aggiungi i costi nascosti del diretto

Booking engine, commissioni della carta, gestione della campagna (tuo tempo o agenzia).

3. Considera chi sarebbe arrivato comunque

Alcune prenotazioni dalla campagna brand sarebbero arrivate comunque sul sito. Altre, senza campagna, sarebbero finite su Booking. Per stimarlo, confronta i periodi con e senza campagna.

4. Considera il valore nel tempo

L'ospite che prenota in diretta può tornare in diretta (newsletter, relazione); quello OTA, spesso, torna dalla OTA. Vedi prenotazioni dirette e OTA: come confrontare il guadagno netto.

Quando la pubblicità costa più delle OTA

Succede quando:

  • si investe su ricerche generiche molto competitive;
  • il sito converte male;
  • il prezzo diretto non è competitivo;
  • il tracciamento è sbagliato e non si sa cosa funziona;
  • si spende in periodi in cui l'hotel si riempirebbe comunque.

In questi casi, prima di aumentare il budget, sistema il sito, i prezzi o la strategia. Vedi Google Ads porta clic ma nessuna prenotazione: dove cercare il problema.

Un controllo mensile semplice

Ogni mese, per ogni campagna:

  1. spesa;
  2. prenotazioni effettive (al netto delle cancellazioni);
  3. fatturato;
  4. costo percentuale = spesa ÷ fatturato × 100;
  5. confronto con il costo percentuale OTA.

Se il costo percentuale della campagna è stabilmente sotto quello delle OTA, puoi valutare di aumentare il budget. Se è sopra, correggi o riduci.

Domande frequenti

Il ROAS è sufficiente per decidere?

Il ROAS (fatturato ÷ spesa) è il rovescio del costo percentuale: un ROAS di 10 equivale a un costo del 10%. Va bene come indicatore, purché il fatturato sia reale e misurato correttamente.

Devo confrontare con la commissione base o con il costo reale OTA?

Con il costo reale, che include sconti e programmi. Altrimenti sottostimi quanto ti costano i portali.

Se la pubblicità costa come le OTA, conviene comunque?

Spesso sì, perché ti dà l'ospite diretto, i suoi dati (con consenso) e la possibilità di farlo tornare senza commissioni.

Vuoi sapere se la tua pubblicità conviene davvero?

Con l'audit marketing gratuito calcoliamo il costo per prenotazione delle tue campagne e lo confrontiamo con quello dei portali, per capire dove spostare il budget.